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reportage da camera

Per introdurre lo spuntino creativo di oggi partiamo dalle parole di Marcel Proust, o meglio Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust, un grandissimo scrittore francese vissuto a cavallo tra il 1800 e il 1900.

L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi.

Fantastico no? Se per viaggiare e scoprire basta avere “occhi nuovi ”, ovvero guardare le cose da nuovi punti di vista, non c’è nulla che vi impedisca di realizzare un magnifico reportage restando nella vostra cameretta!

Ma cos’è un reportage?

Reportage è un termine giornalistico che indica un articolo in cui il si racconta e descrive qualcosa che viene vissuto in prima persona. Grazie al reportage anche i lettori che si trovano lontanissimi da un luogo hanno la possibilità di osservarlo e conoscerlo.

Il reportage fotografico permettere di raccontare una storia attraverso un insieme di foto spesso realizzate in situazioni estreme. Ci sono reportage fatti per esempio durante le guerre, dopo una catastrofe naturale, nel fondale degli oceani o sulle montagne più alte del mondo. I reporter sono persone molto curiose e coraggiose, grazie alle quali possiamo conoscere il mondo.

Come si fa un reportage da camera?

Munitevi di una macchinetta fotografica, o fatevi prestare un telefono cellulare che fa le foto, e iniziate ad osservare lo spazio che vi circonda.

Provate a concentrarvi su un unico oggetto, un gioco, un pezzo di un gioco, il dorso di un libro, parte del viso di un pupazzo, una macchia sul muro, i resti di una matita appuntata sulla scrivania, un fascio di luce che passa tra le tende…Inquadrate solo dei particolari, isolandoli dal resto.

Notate come la luce interagisce con gli oggetti, come si formano le ombre, provate a chiudere e aprire le tende e osservate i cambiamenti.

Allontanatevi e avvicinatevi da un oggetto. Prendete per esempio un piccolo pupazzo, scoprirete che, inquadrato da vicino e posizionandovi all’altezza del pavimento, sembrerò un gigante; inquadrato dall’alto, voi in piedi e lui per terra, sembrerà minuscolo.

Provate a mettere la macchina fotografica a testa in giù, il pavimento sembrerà il soffitto e i mobili penderanno dall’alto resistendo alla forza di gravità.

Se volete giocare anche con le parole, potete inventare un titolo per ogni foto, come fanno i grandi fotografi.

Cercate, sperimentate, fate tutto quello che volete, guardate negli armadi, sotto il letto, nei cassetti, scoprirete un universo di mondi nuovi in cui avventurarsi e forse ritroverete anche qualcosa che avevate perso!

Completato il reportage della camera, potrete perlustrare anche le altre stanze e se siete così fortunati da averne uno, potrete dedicarvi anche al giardino.

“Il pinguino gigante” – “La sfera magica”

Trovate un filo conduttore

Spesso i reportage hanno un filo conduttore, un qualcosa che unisce tutte le foto e le rende parte di un unico racconto.

Ecco alcuni esempi di temi per il vostro reportage

  • Colore: scegliete un colore e fotografate tutte le cose e i particolari di quel colore
  • Forma: scegliete una forma, per esempio il cerchio, e fotografate tutti i cerchi, piccoli o grandi che riuscite a trovare
  • Caratteristica: tutto ciò che è morbido o ciò che è tagliente, tutto ciò che ha un profumo particolare…
  • Emozione: cercate tutto ciò che vi fa paura, o quello che vi fa ridere, o quello che vi rende felici.
  • Una storia: scegliete un personaggio, un pupazzo, un piccolo animale, una macchinina, una barbie e fateli viaggiare attraverso scenari differenti. Immaginate che siano uno scopritore o una scopritrice e fotografateli persi tra le lenzuola del vostro letto, o precipitati nel cesto della biancheria, o intenti a scalare la libreria.

Siete pronti a partire all’avventura?

“Ingorgo stradale” – “Frana”
“Dentro la lampadina” – “Naso di legno”
“A casa di Rosina” – “Cu cu settete”
Consiglio letterario:
Sulla fotografia e il guardare le cose da punti di vista nuovi e originali “Guarda! La fotografia spiegata ai ragazzi.”, di Joel Meyerowitz , vincitore del prestigioso premio Andersen nella categoria divulgazione.
Consiglio di navigazione:
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