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Emoji giganti

Ciao, come stai?

Sembra una domanda banale, ma non lo è. A volte non è facile spiegare come ci si sente, anzi spesso è difficile anche solo capire quello che proviamo. Dentro di noi ci sono tante emozioni diverse e può capitare che prendano il comando e decidano come farci comportare. A volte le emozioni si mostrano all’esterno anche quando non vogliamo, altre volte invece vorremmo farle uscire allo scoperto ma non sappiamo come fare. Gioia, tristezza, rabbia, paura, noia, sorpresa, disgusto, vergogna, amore…ognuno di noi prova tutte queste emozioni nel corso di una vita e a volte anche in una sola giornata!

Per diventare grandi scrittori è importante saper riconoscere e comunicare i propri sentimenti e riuscire a suscitare le emozioni giuste nel lettore.

Emozioni e Emoji

Forse per voi le emoji o “faccine” sono una cosa normale ma dovete sapere che, quando noi genitori eravamo piccoli, non esistevano nemmeno. Le emoji sono nate in Giappone alla fine degli anni 90 e infatti il loro nome deriva da 3 parole giapponesi: 絵 e (immagine), 文 mo (scrittura) e 字 ji (carattere). E già, anche se “emo”, la prima parte della parola Emoji, è proprio la radice della parola Emozione, i due termini hanno origine indipendente.

Le emoji sono state introdotte con la diffusione della posta elettronica e degli SMS (i messaggini che si mandano con il cellulare). Pensate che, quando i telefoni non disponevano ancora delle emoji, i vostri genitori si arrangiavano creando delle faccine con i caratteri tipografici:

  • : ) –> sono felice
  • : D –> che ridere!
  • : * –> ti mando un bacino
  • : X –> non posso dirlo, è un segreto
  • : ( –> sono triste

Emoji giganti per grandi emozioni

Visto che le emoji piacciono tanto ai bambini, abbiamo provato a creare delle emoji giganti per aiutarvi a parlare delle vostre grandi emozioni! Scaricatele qui, stampatele e ritagliatele (o se non avete la stampate usatele come ispirazione per disegnarle da soli).

Come prima cosa date un nome ad ogni emoji, servirà a imparare termini nuovi e a capire le differenze tra le emozioni. Per esempio, gioia e euforia non sono la stessa cosa e nemmeno rabbia e odio o paura e stupore. Interpretatele e chiamatele come volete, poi le potrete usare in tanti modi, tra cui gli esempi che seguono.

Oggi mi sento

Fermarsi a riflettere su come ci si sente aiuta a capire meglio se stessi e i propri bisogni. Per farlo può essere utile creare uno spazio dedicato all’espressione dei vostri sentimenti: attaccate sulla parete della cameretta un cartellone con scritto “oggi mi sento”, sotto di esso, come in un calendario, attaccate (o disegnate) l’emoji gigante che meglio rappresenta il vostro stato d’animo di quel giorno. Una volta scelta, cercate di capire le cause che hanno scatenato quell’emozione e scrivetelo o raccontatelo a qualcuno.

L’ultima volta che mi sono sentito così

Usate le emoji come se fossero delle carte da gioco, pescate un’emozione dal mazzo e raccontate ad alta voce l’ultima volta che avete provato quel sentimento e cosa o chi lo ha generato.

Mimo delle emozioni

Tutti intorno ad un tavolo mettete le emoji a testa in giù e sceglietene una senza farla vedere agli altri. Lo scopo del gioco è mimare l’espressione e far capire agli altri il sentimento corrispondente. Questo gioco è molto utile ai piccolini per imparare a esprimere le proprie emozioni e capire quelle degli altri.

Consiglio cinematografico:
Molti lo conoscono già, Inside Out è il bellissimo film animato Pixar, i cui protagonisti sono proprio le buffe emozioni di una bambina.
Consiglio letterario:
Anna Llenas, I colori delle emozioni. Un libro pop-up sulle emozioni e sui colori.
Mireille Allancé, Che rabbia!. Un piccolo albo illustrato sulla gestione della rabbia.
Susanna Isern, Mónica Carretero,Giorgio Volpe, Una canzone per ogni emozione. Un libro illustrato con tante canzoni e la possibilità di ascoltarle i brani scansionando il codice QR.